mercoledì 19 settembre 2012

In attesa della diretta di stasera su Liquid Feedback da Milano


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In vista della diretta streaming di questa sera sera da Milano e per spazzare il campo da dubbi che potrebbero essere sorti a causa della confusione mediatica degli ultimi giorni, pubblichiamo questo documento che il gruppo di Bergamo intende sottoporre a chiunque si accinga ad utilizzare Liquid Feedback.



1. Il nome evidenzia immediatamente che tecnicamente NON si tratta di uno strumento di democrazia diretta – è anche questo, ma non è solo questo (l’avrebbero chiamato ‘Liquid Direct Voting’, o qualcosa di simile, altrimenti). Il nucleo concettuale di Liquid è il processo di costruzione della proposta che alla fine sarà votata. Questo processo è scandito dalla necessità di un sostegno costante alla proposta, e dalla possibilità sia di offrire suggerimenti emendativi, di vincolatività differente, che di avanzare proposte alternative.

2. Liquid è quindi complementare a una o più piattaforme di discussione (meglio con una wiki, ma non è obbligatorio): a Bergamo al momento utilizziamo pbworks, i pirati utilizzano piratepad, ma i meetup possono tranquillamente utilizzare il portale del MoVimento (o i meetup stessi). Liquid Feedback si aggiunge quindi agli strumenti già utilizzati da tutti i meetup, e non sostituisce nulla: in particolare, non può essere utilizzato come portale alternativo a quello ufficiale del MoVimento (o persino ai meetup) perchè queste piattaforme svolgono una funzione differente. Idealmente, la presentazione delle proposte e la discussione possono svolgersi sul portale ufficiale del MoVimento (o sui meetup), il processo decisionale e la fase di votazione possono svolgersi su Liquid. Questa, sostanzialmente, è stata infatti l’utilizzo degli strumenti da parte del MoVimento siciliano per la costruzione e votazione collettiva del programma.

3. Liquid Feedback è uno strumento di partecipazione ed argomentazione, che delinea una democrazia dai tratti partecipativi e deliberativi. Molto brevemente: incentiva a prendere parte alle discussioni e votazioni e, soprattutto, tenta di avvicinare l’iter delle proposte alla ‘situazione discorsiva ideale‘ habermasiana (per un’idea: http://www.filosofico.net/habermas4.htm). Cioè: in un processo caratterizzato dall’ ‘argomentazione’ i partecipanti dovrebbero valutare esclusivamente il valore dei ragionamenti proposti (non dovrebbero tener conto, cioè, di altri elementi come le caratteristiche dei proponenti, lo stato dei rapporti personali, gli interessi di gruppo e personali, ecc.) in termini di razionalità (non entro in quale tipo), devono rispettare gli altri, e devono essere disposti a modificare le proprie posizioni di partenza. Per comprendere meglio la questione, il processo politico occidentale tradizionale, quello a cui siamo abituati, è invece caratterizzato dalla ‘contrattazione’, cioè dalla composizione o dalla prevalenza degli interessi, e quindi è segnato dall’utilizzo di varie tipologie di potere. Grazie a un processo argomentativo, invece, la proposta finale può essere modificata da tutti, e migliorata rispetto a quella iniziale. Oppure, può prevalere ma esclusivamente in virtù della sua superiorità argomentativa.

4. Il processo argomentativo di Liquid è adatto per delle organizzazioni, ma non per una società nel suo complesso. In altre parole, si innesta nella democrazia rappresentativa e la innova, ma non può sostituirla a causa della difficoltà di controllare i requisiti d’accesso, di problemi di sicurezza, e di possibili distorsioni. Due questioni particolarmente delicate sono quelle relative all’autenticazione degli utenti ed alla definizione delle aree tematiche e delle procedure inerenti (quelle che stiamo testando a Bergamo le trovate qui). Liquid non è perfetto, è ancora un esperimento e uno strumento, e come tale deve essere utilizzato.

5. E’ anche per questa ragione che l’implementazione delle proposte approvate, e il loro grado di vincolatività, non sono questioni incluse nel processo liquido. In particolare, nel nostro sistema politico, cioè in una democrazia rappresentativa, se si conferisse alle proposte approvate un valore giuridicamente vincolante si trasformerebbe il portavoce in un automa, senza alcuna possibilità di volontà, negando quindi la responsabilità del singolo individuo di fronte al gruppo. In un sistema liberale come il nostro le decisioni approvate in Liquid hanno quindi valore politico, di minore o maggior forza a seconda del tipo di procedura utilizzata (per esempio, procedure ‘lunghe’ dovrebbero avere una forza maggiore), ma non possono essere giuridicamente vincolanti.

6. In ogni caso, il suo utilizzo produce necessariamente la riduzione della distanza fra le elite politiche e la ‘base’ delle organizzazioni politiche, e quindi con la società nel suo complesso, che oggi caratterizza tutte le democrazie liberali occidentali. Liquid offre la possibilità, cioè, di iniettare efficienza in processi democratici oggi asfittici.

7. Il processo di delega riconosce l’impossibilità di un’orizzontalità perfetta (la questione è anche etica, perchè nell’impostazione di filosofia politica da cui deriva Liquid l’orizzontalità perfetta porta al totalitarismo via negazione del valore dell’individualità): competenza e leadership sono previste e riconosciute dal sistema. Dal punto di vista democratico, e liberale, ciò che davvero è importante è quindi la possibilità di revoca della delega in qualsiasi momento durante ogni momento dell’iter decisionale: la volontà, la libertà, e la responsabilità individuale sono principi fondamentali del modello.

8. Sono questi stessi principi che richiedono che il processo sia caratterizzato dalla maggior trasparenza possibile. Dal profilo degli utenti, in quanto è possibile vedere anche la cronistoria delle decisioni assunte dai singoli, alle diverse fasi dove è possibile vedere chi sostiene cosa e cosa ha votato o proposto, alle votazioni stesse che sono in chiaro (una volta concluse, per evitare distorsioni durante la fase di votazione). La questione etica sottesa è che ogni decisione ed azione richiede infatti sempre assunzione di responsabilità.

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