martedì 30 agosto 2011

Il nuovo sistema di gestione del servizio di refezione scolastica


Tra qualche giorno inizierà un nuovo anno scolastico (in bocca al lupo a tutti gli studenti!!!) ed ecco tornare alla ribalta il servizio di refezione scolastica, con una grossa ed importante novità: la modifica del sistema di pagamento delle relative rette.

Finalmente il sistema e’ stato informatizzato e vengono tenute in considerazione alcune delle richieste avanzate in tempi differenti, prima da un nutrito gruppo di genitori, più di un anno e mezzo fa (gennaio 2010), e successivamente (novembre 2010) da una petizione popolare con più di 850 firme in calce.

Ricordiamo di seguito le sette  richieste contenute nella petizione presentata 9 mesi fa e discussa in consiglio comunale  a febbraio 2011, in prima battuta (con evidente difficoltà a gestire la risposta ad una petizione di 850 cittadini), e successivamente in maniera più conforme, attraverso la presentazione della relativa delibera a marzo scorso:
1. Revisione dell’aumento delle rette scolastiche di tutte le fasce ISEE privilegiando le famiglie più disagiate e con più figli, a partire dal secondo figlio.
2. Ripristino del pagamento delle rette su base mensile posticipata.
3. Descrizione trasparente delle singole voci che compongono il costo finale del pasto.
4. Detrazione, dal Costo effettivo del servizio di “emissione del pasto”, degli oneri relativi a quei costi fissi di gestione che non devono essere a carico delle famiglie, ma a carico della comunità (manutenzione ordinaria o straordinaria delle cucine, adeguamento alla 626, etc.).
5. Calcolo della retta mensile sulla base delle presenze accertate degli alunni su base mensile e automatica detrazione del costo dei pasti non usufruiti dalla retta del mese successivo.
6. Comunicazione all’ACS delle suddette assenze non da parte dei genitori, bensì dei singoli Istituti scolastici, secondo il registro presenze giornaliere, su base mensile.
7. Accelerazione, da parte degli amministratori locali, nel recupero dei crediti generati dall’evasione dei pagamenti delle rette.

Come si evince dal regolamento pubblicato sul sito dell’ACS
(  http://www.acs-sandonato.com/download/2011_istruzioni_uso_mensa.pdf  ), con il nuovo sistema non sarà più necessario mettere in atto la complessa ed irragionevole procedura introdotta lo scorso anno per il recupero del pasto non usufruito e soprattutto, in caso di assenza del bambino, verrà detratto il costo  dell’intero pasto relativo all’assenza registrata (e non il 30% come avveniva lo scorso anno). In altri termini, il genitore non dovrà più accollarsi l’onere di comunicare l’assenza del proprio figlio e richiedere successivamente il relativo parziale rimborso, ma il tutto verrà gestito internamente .

Questo nuovo sistema va incontro alle richieste contenute nei punti 5. e 6. della petizione e, in qualche modo, “risolve” parzialmente anche la richiesta contenuta al punto 2.: in questo caso il pagamento avverrà in maniera posticipata per singolo pasto (un po’ come se si pagasse al momento con un buono pasto). Resta però da verificare il costo di gestione previsto per questo tipo di soluzione adottata: il prelievo giornaliero dai conti di deposito di ogni famiglia ha un costo zero per l’amministrazione comunale (in termini di operazioni “bancarie”) o no?

Purtroppo il nuovo sistema non risponde alle restanti importanti richieste presentate dai cittadini firmatari della petizione. Se fossero stati accolti anche gli altri punti di buon senso contenuti nella petizione, si sarebbero fatti dei passi in avanti anche in termini di equità trasparenza verso le famiglie.

Nulla di nuovo infatti  sul fronte di una revisione dell’aumento delle rette scolastiche delle fasce ISEE attraverso gli scaglioni  introdotti all’inizio dello scorso anno scolastico, nemmeno andando incontro ai genitori con più di un figlio.
Nessuna menzione poi sulla trasparenza relativa al costo del pasto (quali voci incidono, e in che misura, alla composizione del costo), né ovviamente vengono detratti quei costi fissi di gestione che dovrebbero essere a carico della società che offre il servizio di refezione e non a carico delle famiglie.
Infine, nulla viene detto in merito al persistente e consistente tasso di morosità creatosi negli ultimi due anni, né sappiamo se, con gli aumenti e le nuove fasce ISEE introdotti lo scorso anno, il Comune sia riuscito a colmare il deficit costi-ricavi.
Un servizio alla comunità, per quanto sia giusto e doveroso che venga pagato, non deve produrre un margine positivo e sarebbe bello sapere, morosità a parte, se questa amministrazione ha il controllo di quello che sono i ricavi, ma soprattutto i costi del servizio, in modo da bilanciare le due voci. Durante l’ultimo consiglio comunale dello scorso luglio, l’assessore Carriero non ha saputo fornire esauriente risposta su questo punto.

Come al solito, poi, i tempi di introduzione del nuovo sistema di gestione e la relativa comunicazione alle famiglie sono stati quanto meno discutibili, considerando che, secondo quanto pubblicato sul proprio sito web dall’ACS, i genitori devono iscrivere i propri figli al servizio di refezione scolastica entro e non oltre il prossimo 31 agosto, pena l’esclusione dal servizio stesso.



Ultima, ma non meno importante, osservazione riguarda il servizio di pre-scuola.
Con nostra grande sorpresa siamo venuti a conoscenza che l’ACS fornisce questo servizio solo ed esclusivamente alle famiglie in cui i genitori attestano formalmente l’occupazione della madre del bambino. Questo avviene attraverso la compilazione di un modulo
( http://www.acs-sandonato.com/download/2011_Modulo%20Pre-Scuola-Prol.%20Primarie.pdf ) nel quale vengono richiesti i dati personali (attenzione!) della madre lavoratrice. In altri termini, se non vengono forniti i dati del datore di lavoro e dell’orario di ingresso della madre del bambino, l’ACS non accetta l’iscrizione al servizio di pre-scuola.
Riteniamo questo tipo di richiesta discriminatoria e non accettabile per vari motivi:
- chiedere quale lavoro faccia, dove lavori, etc. la madre (come scritto sul modulo) di un bambino è un atto discriminante verso le pari opportunità: chi decide che a casa ci sia la madre e non il padre?
- il fatto che un servizio di pre-scuola venga riservato solo ai genitori lavoratori è discriminante verso chi non lavora, perché magari in quel momento si trova nelle condizioni di non poterlo fare a causa di contingenze economiche (perdita del lavoro) o per motivi di salute o per impossibilità varie (es. infermità);
- in linea del tutto generale è comunque discriminante considerare una casalinga come una "non lavoratrice".
A tal proposito possiamo testimoniare direttamente sulla attuale condizione di alcune madri in cerca di occupazione (quindi sprovviste di certificato del datore di lavoro) che si troveranno a settembre con il problema di gestire due o più figli da accompagnare in scuole differenti e che, a detta dell’ACS, non hanno diritto al servizio di pre-scuola…

A settembre (e non solo) l’ACS ( e forse non solo “lei”) sarà molto impegnata con la scuola …


P.S.:  ACS = Azienda Comunale di Servizi

lunedì 22 agosto 2011

10 Settembre a Roma

Per evitare la catastrofe economica e ripartire, è necessario fare tre cose: cambiare la legge elettorale, un governo di salute pubblica per il tempo necessario a far passare la tempesta e il ritorno alle urne. Una nuova legge elettorale è già disponibile, lo è da quattro anni, è "Parlamento Pulito" la proposta di iniziativa popolare che prevede l'elezione diretta dei candidati, un massimo di due mandati, nessun condannato definitivo eleggibile. Va discussa al più presto al Senato e poi alla Camera. Nessun partito si è premurato di metterla all'ordine del giorno, Schifani è scomparso, Napolitano dorme. In questi giorni abbiamo assistito all'ennesima buffonata ad uso del popolo bue. L'11 luglio alcuni parlamentari di Pd, Idv e Sel hanno depositato in Cassazione la proposta di referendum abrogativo della attuale legge elettorale. Ora lanceranno banchetti estivi per raccogliere entro fine settembre almeno 500.000 firme. Sarà un trionfo carnevalesco di un'opposizione i cui membri sono stati tutti "nominati" (senza che nessuno muovesse un dito) nelle ultime due tornate elettorali: nel 2006 e nel 2008. Realpolitik per i gonzi per il mantenimento delle poltrone.
Le firme per una nuova Italia sono già state raccolte, sono 350.000, giacciono da quasi un lustro, per unica responsabilità dei partiti, nelle cantine del Senato. Dovrebbero essere discusse ora. Non dopo le vacanze. Per la maggioranza degli italiani le vacanze sono ormai un miraggio, mentre i parlamentari fanno un mese di villeggiatura e chiudono il Parlamento fino a settembre. Intanto il Paese va a fuoco nelle borse di tutto il mondo. Ma non si vergognano?
Qualcosa va fatto, lo dobbiamo a noi stessi. Al rientro dei parlamentari in bermuda, sabato 10 settembre 2011 sarò davanti al Parlamento per chiedere che sia immediatamente discussa la legge Parlamento Pulito in una sessione pubblica che come primo firmatario ho il dovere e l'obbligo di illustrare. Rimarrò di fronte a Montecitorio tutto il tempo che sarà necessario. Mi aspetto che mi raggiungano i 350.000 italiani che hanno firmato l'otto settembre del 2007 per restituire la democrazia a questo Paese.
La Seconda Repubblica è morta e gli italiani non vogliono perire legati al suo cadavere. Datemi un segnale di partecipazione, belìn. Non lasciatemi manganellare in solitudine. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

venerdì 19 agosto 2011

La manovra dai cittadini - dal blog di Beppe

I sacrifici li devono fare i cittadini. I sacrifici li decidono i parlamentari. I parlamentari non fanno sacrifici. E' il teatro dell'assurdo. Forse abbiamo perso il senso della realtà. I media usano la tecnica della confusione e ci becchiamo come i polli di Renzo prima che gli sia tirato il collo. Proviamo a ridefinire le regole. I sacrifici li devono fare tutti. I sacrifici li decidono e votano i cittadini. I parlamentari fanno i sacrifici. Così va meglio.
Nel minipost "La manovra economica" ho proposto:
- Taglio delle spese militari e rientro delle missioni di guerra in Libia e in Afghanistan
- Abolizione di tutte le pensioni parlamentari in assenza di un periodo di contribuzione pari a quello di tutti gli altri cittadini
- Abolizione immediata dei finanziamenti pubblici ai partiti a partire dal prossimo settembre
- Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali con effetto retroattivo al primo gennaio 2011
- Contribuzione del 60% dei capitali regolarizzati con lo Scudo Fiscale
- Statalizzazione di tutte le concessioni in mano ai privati
- Abolizione immediata di tutte le province. Riduzione del 50% del numero dei parlamentari
- Abolizione delle doppie e triple pensioni
- Tetto massimo per ogni pensione di 3.000 euro al mese
- Cancellazione delle Grandi Opere Inutili (Tav Val di Susa 22 miliardi, Ponte Messina 4, Gronda Genova 6, ecc.)
- Eliminazione delle Authority e degli stipendi dei trombati dalla politica lì collocati.

Ho ricevuto più di 500 contributi. Non posso, per ragioni di spazio, elencarli tutti, ne riporto solo alcuni. In assoluto la misura più gettonata è l'introduzione dell'ICI per gli immobili del Vaticano, molti propongono l'uscita dall'Euro o il default immediato. Ecco un breve sommario:
- Abolizione finanziamenti pubblici alle scuole private
- Abolizione finanziamenti ospedali privati
- Detrazione di tutte le spese documentabili per fare emergere l'evasione stimata in 130 miliardi
- Aumento tassazione case e uffici sfitti per calmierare il mercato degli affitti e ridurre la speculazione edilizia e il riciclaggio dei soldi delle mafie
- Recupero dei 98 miliardi di euro evasi dalle società di slot machines
- Eliminare ogni buonuscita per incarichi pubblici (esempio per i consiglieri regionali)
- Dimezzare i parlamentari o in alternativa chiudere il Senato
- Tassazione della prostituzione
- Cancellazione di tutte le auto blu
- Eliminazione delle pensioni multiple
- Favorire il lavoro a distanza
- Obbligo di pareggio di bilancio per ogni ente pubblico
- Abolizione fondi pubblici a attività venatorie o di carattere privato.
Vi invito a proseguire con altri suggerimenti. Le misure proposte saranno votate con un sondaggio sul blog. Per ognuna saranno definiti i potenziali risparmi. Un documento riassuntivo sarà disponibile in Rete e inviato per conoscenza ai parlamentari per chiederne la messa in discussione nella immancabile manovra economica d'autunno. Lo ignoreranno, ma ancora per poco. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Dal Blog di Beppe Grillo.... voi cosa pensate ?

Ma qualcuno sano di mente pensa realmente che con 19 milioni di pensionati e 4 milioni di dipendenti pubblici possiamo farcela? Per mantenerli vengono spalati ogni anno nelle caldaie della locomotiva Italia, sempre più lenta, in affanno, con salite ormai proibitive, altri 100 miliardi di debito pubblico, come fossero carbone, che corrispondono almeno a 5 miliardi di interessi annui in più. Pagati dai sempre più rari contribuenti, le aziende chiudono e ci sono 4 milioni di disoccupati. Il tasso sul nostro debito sale e gli interessi non possono che aumentare. Nel 2011, se va bene, pagheremo 100 miliardi di interessi. L'Italia non ha alcuna possibilità di farcela con questa zavorra.
Il numero di dipendenti pubblici è pari alla popolazione dell'Irlanda e noi stiamo a fare il tricchetracche sulle Province. Vanno chiuse tutte, che altro c'è da discutere? Le pensioni vanno riviste nel loro insieme. Non ha senso che ci siano doppie e triple pensioni, una basta e avanza. Le pensioni in essere vanno erogate con il metodo contributivo, tanto hai dato, tanto prendi (esattamente il contrario delle pensioni dei parlamentari) e comunque le pensioni devono avere un tetto non superabile, 3.000 euro mi sembrano equi e di un minimo per chi non dispone di redditi sufficienti per vivere. I manager che hanno guadagnato milioni di euro nella loro vita non hanno bisogno di una pensione di 10/20.000 euro al mese, lo stipendio annuo di un impegato.
Non è possibile dividere l'Italia in due sulle pensioni con la strategia del "Chi ha dato, ha dato. Chi ha avuto, ha avuto". E' pericoloso. I giovani, ma anche molti quarantenni e cinquantenni, in pensione non ci andranno mai. Perché devono pagare con tasse e contributi la pensione a Mastella, a Amato o a un consigliere regionale della Lombardia o della Sicilia? Questo non ha senso. La riforma delle pensioni deve iniziare da chi in pensione c'è già senza alzare continuamente l'asticella dell'età pensionabile accampando la scusa risibile dell'aspettativa di vita. Non me frega un cazzo delle statistiche. Dopo 35 anni di contributi ho il diritto di riposarmi. Un operaio non andrà in pensione a 70 anni, sarà morto prima.
I giovani non hanno più nulla da perdere, non il lavoro, non la pensione, non i servizi sociali, non la speranza di un futuro migliore. Nella manovra economica non è stata spesa una parola per loro. Attenti alla loro rabbia. Quando le nuove generazioni capiranno che oggi sono soprattutto loro a pagare la crisi e che in futuro erediteranno il debito pubblico, non sarà più possibile alcuna mediazione. L'aria che tira è sempre più brutta.