venerdì 9 settembre 2011

"Qualcuno" ha fatto i conti senza l'oste

Cari concittadini Sandonatesi,
Bentornati dalle vacanze. Lo so quest’anno non sono state un granche’ con l’impicchiata della Borsa, l’ultimatum della BCE e la conseguente insulsa manovra preannunciata dal governo del Berlusconano, ma spero che siate riusciti a godervi lo stesso la bella stagione estiva che il nostro pianeta continua a regalarci. Al vostro rientro avrete trovato ad aspettarvi il mensile SDM che con il suo idillico paesaggio in copertina fa sperare in notizie migliori. E invece no! Ecco li’ un articolo di apertura firmato dal nostro sindaco Dompe’ ancor piu’ deprimente. [Avete notato l’uso opprimente della parola “qualcuno” nel titolo? Sembra stia parlando dell’uomo nero delle nostre favole da bambini.] Con un tono da adolescente contrariato a cui i genitori non hanno voluto comprare il motorino, il nostro sindaco ci avverte che se non iniziera’ al piu’ presto la costruzione del sesto palazzo uffici dell’ENI sara’ la rovina economica del comune. Si lamenta: “Quello che rischia di non ripartire pero’, in questi giorni, e’ il sistema sandonatese.”, “…impossibilita’ di incassare preziose risorse…”, minaccia: “…sta gia’ procurando grossi danni all’intera citta’…” …”effetti negativi che peseranno sull’intera citta’…”, “…ulteriori tagli che naturalmente si rifletterebbero sulla possibilita’ di dare risposte adeguate alle esigenze di tutti voi…” (grassetto mio). In un rarissimo esempio di bipartisanship, Dompe’ cita persino il sindaco di Milano, Pisapia, contro il ricorso al TAR.
Sapete che rispondo: basta con la negativita’ e le minacce. Continuano a prospettarci miseria e sofferenza se non facciamo come dicono loro e noi impauriti acconsentiamo, ma poi ,chissa’ perche’, miseria e sofferenza aumentano lo stesso.



A riguardo dell’ENI, mi sorge anche il dubbio: ma il sindaco lavora per la nostra citta’ o per quello che lui chiama in tono familiare il “Cane a Sei Zampe”? Nell’ultimo manifesto auto-celebrativo della giunta intitolato “Stiamo lavorando per voi” (anche a pag. 30 di SDM Mese) si legge: Parco Snam… Sesto palazzo Uffici dell’ENI… Asilo dell’ENI …
Forse il nostro sindaco non si e’ accorto che negli anni in cui l’ENI minacciava di andarsene e svendeva tutto sono arrivate a San Donato aziende altrettanto prestigiose (BMW, LG..)?
Si certo, l’ENI di Mattei ha giocato un ruolo fondamentale per la nostra cittadina, ma era l’ENI sottolineo “di Mattei”, un imprenditore visionario che ruppe con gli schemi aziendali e urbanistici dell’epoca. Purtroppo non si puo’ dire altrettanto dell’ENI di ora, che sta cercando di rappezzare agli errori del passato (la svendita degli immobili di San Donato appunto).
Signor Sindaco un piano di risanamento basato completamente sulla concessione edilizia ad un’unica impresa privata e’ sbagliato. Ritardi e contrattempi accadono sempre, non tenerne conto e’ un imperdonabile errore di valutazione e adesso tutti i residenti di San Donato dovranno soffrirne le conseguenze. Il ricorso al TAR, che le piaccia o no, e’ un parte indiscutibile del processo democratico e screditarlo e’ inaccettabile.
Anche una politica economica basata solamente sullo sviluppo edilizio e’ sbagliata. Da piu’ di un decennio l’Italia e’ un paese a crescita zero. A San Donato ci sono ancora numerosi appartamenti invenduti in tutti i palazzo costruiti negli ultimi 5 anni, perche’ continuare a costruire a questo ritmo? Perche’ e’ stata scelta proprio la zona precedentemente adibita a terziario in via Fabiani per nuove residenze quando da anni i residenti della zona via Fermi/Caviaga stanno chiedendo di fare di quella via l’entrata principale per gli automezzi diretti alla stazione MM? Perche’ tra via Battisti e via Iannozzi sorgeranno altri condomini della stessa identica tipologia di quelli di Residenza Vittoria, che ancora rimangono invenduti? Invece di adottare i nuovi modelli urbanistici eco-sociali che stanno emergendo nelle realta’ piu’ avanzate, proprio come aveva fatto Mattei negli anni ’50, si continua con modelli datati che evidentemente non stanno portando a San Donato la tipologia demografica a cui sono destinati.
Io preferisco guardare avanti con ottimismo e fiducia nel futuro, non credo in una politica basata su minacce di catastrofi preannunciate e buchi da tappare. Credo in una politica visionaria che sa guardare avanti tenendo conto di tutto l’eco-sistema sociale in cui la citta’ si sviluppera’ nei prossimi 10, 20, 30, 50 anni . Solo cosi’ persone, famiglie e aziende continueranno a voler fare di San Donato Milanese la propria casa.

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